Strela Beer, un curioso caso di marketing africano

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In questo articolo propongo un curioso caso di marketing africano: Strela Beer. E’ una birra prodotta dalla società CERIS, con sede nella parte orientale di Praia, Capo Verde. Il nome Strela è creolo capoverdiano e si traduce con “stella“.

La produzione della birra è iniziata nel novembre 2006, sostituendo la produzione di Coral, un marchio dell’ex proprietario di CERIS, Madeira Brewery. Cavibel distribuisce la birra. CERIS e Cavibel sono di proprietà della Equatorial Coca-Cola Bottling Company.

Ceris è presente a Capo Verde da circa 20 anni ed è stato il primo brand ad insediarsi nel paese, attraverso partnership con investitori danesi. Nel 2009, la Strela era la seconda birra più consumata a Capo Verde, coprendo il 35% del mercato.

La qualità e le condizioni di produzione sono sempre state priorità per il birraio, dai migliori laboratori, alla tecnologia danese alle analisi rigorose a causa delle acque. Requisiti che hanno reso il marchio il favorito tra i capoverdiani. Nel 2016, la birra Strela ha ricevuto un premio Superior Taste dall’International Taste & Quality Institute (iTQi) di Bruxelles.

Il consumo di birra a Capo Verde è in aumento, c’è una grande guerra nel piccolo mercato, ma Strela ha vinto la scommessa. Lo scorso anno ha promosso lo Strela Festival, nello stile di Super Bock Super Rock`, che è stato un successo.

La birra Strela viene esportata in Gambia, Guinea e Portogallo.

Strela Beer, case study di marketing africano

Come mai ho deciso di parlare di questo brand? E perchè lo ritengo un caso di marketing africano interessante?

Questa estate a luglio ho avuto una grande opportunità. Ho vissuto un’esperienza di missionarietà nelle missioni dei frati Cappuccini che dal 1947 operano a Capo Verde aiutando poveri e malati. E’ stata una prova davvero preziosa e molto importante in egual misura.

Durante la settimana a Capo Verde mi ha colpito girando per le isole meno turistiche di Fogo e Praia, una immagine ricorrente. Chi è stato in questo paese africano, sicuramente mi darà ragione. E’ impossibile fare 5 km senza vedere una casa dipinta di blu elettrico con una croce rossa in cornice bianca e oro. Si tratta inoltre di un ottimo caso di place marketing, perchè ogni bar brandizzato diventa esso stesso un punto vendita in grado, attraverso questa strategia, di generare un forte brand positioning.

A volte si trovava solo la stella, altre anche una scritta sotto “Fidju di téra“. Altre preceduta da una “I” e “CV”. Sul modello di “I♥NY“. Il simbolo è un brand, la scritta un payoff.

Se qualcuno inizialmente non la conosceva, poteva sembrare una campagna di pubblicità turistica, invece si tratta di una campagna di marketing di una birra. La birra più famosa e simbolo legato di Capo Verde: Strela Beer.

E ovviamente ha voluto capire cosa significasse e, scoprendolo, provare una ghiacciata birra locale. Magari come ho fatto io, una notte sull’isola di Fogo, coi piedi nudi contro una staccionata in legno, di fronte all’oceano.

La birra secondo me è buona, non la migliore che si può trovare a Capo Verde, dove alla Strela Beer ho preferito quelle portoghesi importate. Devo però dire che nei miei viaggi all’estero provo sempre la birra locale e, secondo me, non sfigura moltissimo.

Il consiglio quindi che offro spassionatamente, perchè non ahimè non sono sotto contratto con la Strela Beer è di andare a a Capo Verde. Scoprirete un paese povero, ma ricco di ospitalità. E se vedrete qualche casa di latta o mattoni di fango di colore blu…

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